VAN CLEEF & ARPELS HISTOIRE

SMERALDI E DIAMANTI PER UNA DONNA STRAORDINARIA

VAN CLEEF & ARPELS, gioielliere di re e regine. Un esemplare di maestosa bellezza, la collana di diamanti e smeraldi per la Principessa Fawzia d’Egitto.

Questa è una storia attorniata da sontuose cerimonie, abiti di seta e gioielli che sembrano tratti dalle pagine delle mille e una notte. La storia di una donna, una principessa, S.A.R. la Principessa Fawzia d’Egitto. Quando si osservano le vecchie immagini della corte egiziana, degli anni ‘20 e ‘30, è difficile immaginare che un mondo così maestoso possa essere mai esistito. Le donne e le principesse sorridono in queste fotografie e sembrano appartenere ad una terra da favola scomparsa secoli fa. In realtà tutto questo è piuttosto recente, ed alcuni personaggi ne comprovano l’avvenuta esistenza.

La principessa Fawzia, era davvero meravigliosa. Grazie a queste figure di donne incredibili, i ricevimenti al Palazzo Abdine al Cairo o al Palazzo Montazah ad Alessandria erano sempre un incredibile spettacolo di eleganza e grazia.

La collana di smeraldi e diamanti della principessa Fawzia è un rarissimo ricordo di quel tempo.

Dopo la rivoluzione del 1952 e l’esilio della famiglia reale, molti dei gioielli furono venduti e scomposti. Questo straordinario esempio di maestria è ancora intatto e tutt’oggi custodito nei musei della Van Cleef & Arpels di Milano, in via Montenapoleone. Forse la sua sopravvivenza ha qualcosa a che fare con il gusto straordinario della donna che l’acquistò nel 1947 al Van Cleef & Arpels di Parigi.

La principessa Fawzia d’Egitto, donna di rara bellezza, nota come la “Venere Orientale” ed immortalata con tutto il suo fascino dal fotografo Cecil Beaton. Fawzia, donna dagli occhi ammalianti, fu la prima moglie dell’erede al trono di Persia, lo Scià, Reza Pahlavi, lo stesso che negli anni successivi sposò prima Soraya, la “principessa triste” e poi in terze nozze Farah Diba. Fawzia fu la prima donna del futuro imperatore persiano: la prima consorte, ma anche la prima che si divise legalmente dallo Scià.

Come testimonia un membro della famiglia reale egiziana in un articolo di Vincent Meylan: “Tutte le mie zie erano bellissime. Aunt Fawzia era la più bella. Mia zia aveva qualcosa di più che la semplice bellezza. Aveva un fascino incredibile. L’ultima volta che l’ho vista, qualche anno prima di morire, lei aveva quasi 70 anni, ma quando entrò, tutti nella stanza si sarebbero girati a guardarla con ammirazione”.

Nel periodo che trascorse in Europa dopo l’esilio era divenuta una cliente abituale delle case di moda parigine, in particolare Chanel. ma per quanto riguarda la gioielleria, Van Cleef & Arpels è stata sicuramente la sua casa preferita.

Uno dei più famosi gioielli mai realizzati da Van Cleef & Arpels è la doppia “Pivoine Clip del 1937”, due splendide peonie in rubini e diamanti, situate nel famoso “Serti Mystérieux”, per la quale Van Cleef & Arpels è così famosa. L’artigianato di quel pezzo è così unico che sembra che i petali si muovano se vi si soffia su di essi. Vendute separatamente pochi anni prima della morte, nel 1994, solo uno di loro ora appartiene alla collezione di gioielli antichi Van Cleef & Arpels, il destino del secondo fiore rimane in questo momento un mistero.

Per quanto riguarda la indiscussa protagonista di questo articolo, la collana di smeraldi e diamanti ha uno stile puramente Art Deco, ed emana una imponenza maestosa. Un collier interamente in diamanti incastonati in una montatura di oro bianco, dal quale pendono i 10 smeraldi a goccia. I diamanti dai tagli a baguette, ottagonale e a goccia, compongono un pavé a formare delle piccole spalline, alla quale viene sospesa una frangia composta dai grandi e sontuosi smeraldi a goccia, nove per la parte anteriore e uno per chiusura nella parte posteriore. Questo è uno dei privilegi dei gioielli, dare una sorta di immortalità al proprio proprietario e la scoperta di questo incredibile pezzo di gioielleria, che sarebbe potuto essere perso per sempre, riporta alla mente il delicato ricordo di una donna elegante, raffinata e incredibilmente bella: SAR la Principessa Fawzia d’Egitto. Ed è esattamente come dovrebbe essere.

Fawzia era una donna molto bella e ben cosciente del ruolo che andava ricoprendo. La vedevo tutti i giorni, le preparavo i vestiti per il giorno e per la sera. Mi occupavo solo di lei, anche perché, per i lavori di fatica c’erano al suo seguito ben 14 persone, tutti maschi, scelti tra i beduini”. Ci racconta la Signora Castellani, dama di compagnia della principessa. “Se posso confessare non c’era un’atmosfera molto allegra. Tutti erano molto seri e rispettosi dei propri ruoli. Io la vedevo solo in determinate circostanze. Alla mattina ed alla sera: sorvegliavo il suo guardaroba, sistemavo i vestiti… “. E poi arrivò il momento della partenza. Prima l’annuncio che Fawzia era stata promessa sposa all’erede al trono dello Scià di Persia e poi il viaggio con tutta la servitù – come fosse stata catapultata in una favola – in treno attraverso il Medio Oriente fino ad arrivare a Teheran, sul finire del 1939 per il matrimonio. “Mi ricordo di aver visto ricevimenti straordinari, feste meravigliose e mi ricordo anche che Fawzia a fine giornata, dopo il matrimonio, mi confessò che le girava la testa. Che aveva un forte mal di capo dovuto al diadema scintillante che era stata costretta ad indossare per le nozze. Fu una cosa molto carina, ma indubbiamente accolta da me con sobrietà e distacco come competeva al mio ruolo. E anche per mantenere le apparenze. Ricordo che mi disse che i gioielli le “pesavano” sul capo…“.

Fawzia d’Egitto, visse una vita adagiata, anche se dopo il matrimonio con Reza Pahlavi, il menàge coniugale si incrinò fino al punto che si giunse al divorzio tra le due teste coronate nel 1948. Poi Reza Pahlavi sposò Soraya, ma lì fu tutt’altra storia. Fawzia è morta nel 2013 all’età di 91 anni, ad Alessandria d’Egitto. “Rimasi in Iran – conclude la Signora Castellani – fino al 1940. Forse poco tempo. Ma era scoppiata la guerra da un anno. E gli italiani non erano visti proprio di buon occhio…”. Ginevra Castellani guarda ancora le foto di Fawzia. Le prende in mano, avvicina ancor di più la lente d’ingrandimento all’immagine della principessa egizia e conclude con queste parole
Sì, era proprio bella“.

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