YULIANA MENDOZA

Tra Arte e Fotografia, l’unione del corpo e la mente: “Silence Effects”  

                          

Yuliana Mendoza è una giovane artista in crescita, una ragazza semplice, ma con una forte personalità e voglia di esprimersi  “senza limiti” attraverso le sue fotografie!!

Creando immagini suggestive ed evocative, delicate e femminili.

Conosciamola meglio…

– Raccontami un pò di te?

Diciannove anni fa io nascevo in una allegra cittadina situata sulla costa del Perù. Ora, da circa otto anni, abito su quella Italiana, in Liguria.

Dall’intersezione tra la mia infanzia e la mia adolescenza troveremo come risultato: l’osservare e l’immaginare. Queste due cose invisibili sono quello che sono io oggi, ed in effetti, … non faccio altro che quello. Non sono una gran conversatrice, ma non sono neanche una persona asociale, anche se delle volte preferisco una stanza vuota che trabocca di melodia.

Non scrivo, ma disegno e dipingo spesso, ovviamente, se non sono occupata a “scattare”.

Se devo proprio esprimermi, voglio poterlo fare “senza limiti”. Le parole, per esempio, per me sono un limite, ma allo stesso tempo esprimono qualcosa di deciso ed elegante.

Per dare una risposta alle domande che solitamente vengono poste come prima presentazione, risponderò in questo modo.. dirò che: amo i frutti tropicali, i frutti rossi e i mandarini. Odio i fraintendimenti, l’esagerazione e la poca serietà.

In realtà seguo molto di più artisti che fotografi, tra questi Moonassi mi scaturisce, più di altri, una fortissima emozione dentro di me. Seguo con molto piacere il cinema, anche se ora non molto. Un mio desiderio attualmente, sarebbe quello di assistere ad un concerto live degli Arcade fire, in particolare vorrei ascoltare dal vivo The Suburbs, che per qualche strano motivo, mi trasmette un “sacco” di emozioni, così come Out Getting Ribs di King Krule.

Per finire, anche se non abbiamo finito, io mi chiamo Yuliana Mendoza.

Yuliana, perché a scuola mi hanno sempre chiamata con il primo nome e Mendoza, perché l’ho deciso io.

– Come nasce il tuo progetto fotografico “Silence Effects” ?

Silence Effects non è mai stata un’idea o un genere che ho scelto di seguire.

È stata ed è tuttora una crescita personale.

Nasce dalla voglia di conoscersi personalmente nel dettaglio. Così come sai nel dettaglio la via che ti porta alla fermata dell’autobus, la strada che fa, i nei sul viso della tua compagna di classe e le piccole pieghe sotto gli occhi quando sorride, la sua espressione quando piange, quando è arrabbiata, quando è abbattuta, come si muove, i gesti che fa e tutto il resto. Tutto ciò che tu non vedi di te stesso ma puoi solo sentirlo.

Così ho cominciato a lavorare sul ritratto ma non lo sentivo mai completo. L’emozione, la sensazione nella mia mente aveva tutto un altro colore, un altro profumo, un’altra forma, era più forte e denso, era sfuocato, sporco e distorto ed è stato lì che ho appreso ed imparato ad esprimere quello che realmente cercavo di scoprire e che volevo conoscere, far capire che non solo il viso può comunicarti una sensazione.

Il nostro corpo da sensazioni che solo la nostra mente può percepire ed ho voluto provare a trasmetterle attraverso il respiro un colore, il tatto attraverso la luce:  il risultato è tutto ciò che volevo l’unione tra corpo e mente.

– Hai un fotografo preferito, qualcuno che ti ispira?

Non penso di avere un fotografo preferito, ma apprezzo veramente tanto i lavori di Lúa Ocaña e Amanda Elledge (  x(99) ).

Per quanto riguarda l’ispirazione, al momento penso di non averne bisogno.

– Cosa significa essere un fotografo e cosa significa per te la fotografia?

Non so esattamente cosa voglia significare essere un fotografo, anzi, certe volte non mi sento proprio di esserlo, rispetto ai grandi della storia diciamo.

Penso che l’essenza vera della fotografia sia probabilmente, su altro. Io “creo” servendomi della fotografia come “base reale”.

– Definire la parola  Fotografia secondo il mio punto di vista è molto difficile ..ognuno di noi ha la propria definizione!! Qualche tempo fa ho letto una frase in cui definivano la parola “Arte” : “è Arte tutto ciò che gli uomini hanno chiamato, chiamano e chiameranno Arte“..  penso che si possa benissimo sostituire la parola Arte con Fotografia! Le fotografie che scatti sono belle ed esprimono grandi emozioni e sentimenti. È questo, quello che cerco quando osservo in una fotografia.

Io invece lascerei Arte, non la sostituirei, perché tutto deriva dall’Arte. Alla fine la Fotografia è un mezzo per crearla!.

– “Esattamente!”

– Come hai capito che volevi fare questo? Comunicare attraverso l’Arte?

In quel passaggio tra infanzia e adolescenza si crea su tutti noi un piccolo nido, che è pronto a ricevere il nostro bene più grande: la nostra “passione”. Arriva per motivi diversi, in tempi diversi ed in diverse grandezze.

Io nel mio percorso ho abbandonato tante cose. Mi piaceva la danza, ma forse non ho provato il genere adatto, mi piaceva lo sport, ma preferisco fare da me, mi piaceva la musica, ma preferisco solo gustarla a fondo.
In fine mi piace veramente tutto, ma tutto non posso fare e non ho abbastanza volontà, non so veramente come sono finita a questo punto!

L’unica cosa che mi viene in mente é: “il vento invernale delle sette e quaranta del mattino che ti apre il cappotto e ti accarezza il corpo con un brivido… gentile e silenzioso”.

In un tempo buio, questo cambiamento é arrivato!!!.. come quel vento, gentile e silenzioso. E non chiedevo altro. Inoltre c’è un filo che ci unisce dal baricentro dei miei primi ricordi d’infanzia ad oggi. Questo soffio mischiato a fili invisibili li tengo stretti al petto dove una volta c’era una voragine.

Li chiamo “gli effetti del silenzio e i frutti post morte”

– Se potessi fotografare qualsiasi cosa, cosa sarebbe?

Un qualcosa che si può solo vedere con i propri occhi, le lucine sfocate che sono il riflesso della luce del sole sulle mie ciglia.

 -Cosa ti aspetti dal futuro?

A volte mi sembra di esserci già nel futuro, perché è ora che in teoria dovrebbe partire tutto.
Spero di poter continuare con questa mia passione e di raggiungere i miei obbiettivi. Non chiedo una gran vita ne grandi successi, solo se lo merito veramente.

Io mi immagino in un appartamento umile, illuminato da lampade da salotto, seduta alla scrivania a lavorare sulle mie fotografie, circondata da piante, ed il mio ragazzo che cucina.

Mi aspetto un percorso ricco di vita e tranquillità.

 

 

 

 

 

 

 

 

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